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FESTA del CINQUANTESIMO (1966-2016)

Nessuno, ma proprio nessuno, dal 1966, credo che mai abbia minimamente pensato a questo traguardo.
E se lo avesse fatto sarebbe apparso un sogno, un’utopia, una chimera.
Ma invece “noi del Monticchiello” ci siamo arrivati. Veramente.
Domenica 12 giugno abbiamo festeggiato 50 anni di vita.
Un traguardo storico, incredibile.
Addirittura ancora lontano lontano lo scorso anno, quando abbiamo iniziato a parlarne.
E poi invece, così di corsa da non sentire neanche il fiatone, abbiamo realizzato qualcosa di incredibile. La nostra Associazione ha festeggiato se stessa, il proprio cinquantennale. Qualcosa di unico per la nostra provincia di Siena ed il nostro calcio amatoriale UISP.
Qualcosa che ci consente di scrivere e sottolineare con parole forti, che però danno il senso del traguardo: “Cinquant’anni. Nessuno come noi”.
Ci pensate?
A Monticchiello (non a Siena) abbiamo fatto calcio (amatoriale) ininterrottamente per cinquant’anni. Abbiamo attraversato in mezzo secolo di storia le problematiche economiche, sociali e anche politiche che hanno fatto parte della vita della nostra Italia prima e della nostra minuscola comunità poi, una comunità mai ferma e sempre in movimento.
E anche Noi dell’associazione ci siamo modificati. Agli arbori il sodalizio era composto da atleti/tesserati tutti di Monticchiello; successivamente qualche sporadico inserimento di gente vicina (Gallina, Castiglione d’Orcia, Pienza); dagli anni novanta qualche ingresso più continuativo di “gente di fuori” (Montepulciano e Chianciano); dagli inizi del nuovo millennio l’arrivo dei primi “extracomunitari” (albanesi per lo più, romeni, brasiliani e kosovari). Fino ad oggi dove quasi tutti i tesserati risiedono fuori comune.
Trasformazione dell’impianto sportivo. Da un solo “campo sportivo” (per così dire) di dimensioni ridotte (70x35) del 1966, senza neanche gli spogliatoi, le panchine e l’illuminazione, alla nuova conformazione di metà anni ottanta quando prende forma il mitico “don Vasco Neri”, fino agli “ammodernamenti” degli anni 2000.
Dal passaggio dal giallo e verde del colore delle maglie usate nella prima partita inaugurale del 12 agosto 1966 “Est contro Ovest”, al colore bianco e nero degli anni settanta, quale premio alla fedeltà antica di Monticchiello alla Repubblica di Siena e simbolicamente a due colori, appunto, che racchiudono tutta l’essenza della vita, incastonati negli stemmi di porta S.Agata, porta d’ingresso al paese.
E così in questa primavera prende forma l’idea di realizzare la nostra festa.
La festa del paese. La festa della sola gente che ha indossato i nostri colori. Gente di diverse generazioni che si è ritrovata insieme, tutta insieme, per festeggiare qualcosa di superiore ad ognuno di loro, per festeggiare il Monticchiello Calcio. Nessun ospite particolare, nessun invitato di altra associazione. Solamente “Noi del Monticchiello”.
Nascono le prime idee, prende forma la locandina con il programma, il manifesto della festa. Scegliamo di intitolare l’evento proprio al ricordo di quella mitica prima partita, Monticchiello Est – Monticchiello Ovest, riprodotta cinquant’anni dopo. Perché taluni di coloro che allora erano scesi in campo, con orgoglio ed immensa gioia, possano ricordare con fierezza quello che hanno fatto nascere. Una gara che sarà rigiocata con tutte le sue differenze rispetto alla prima. E ricordando che per molti anni, a cavallo tra gli ottanta ed i novanta, nel giorno di Pasquetta, quella partita veniva rigiocata davvero. La strada di ingresso al paese, che sale dal quadrivio della periferia fino alla maestosa Chiesa, divideva nei due punti cardinali la comunità e quindi la residenza fisica di ognuno. Di qua o di là, questo determinava la formazione delle squadre. Spesso (quasi sempre) l’Ovest aveva sulla carta uno squadrone, per numero di giocatori e la qualità degli stessi; ma come spesso nel calcio succede, contro quello squadrone era sovente l’Est a vincere.
E poi la scelta del simbolo della manifestazione, di un logo, di un disegno, di un’immagine che rendesse l’idea meglio di ogni altra cosa, non della festa, ma dell’essenza della nostra Associazione Sportiva. Domandiamo ad Andrea Cresti (regista del Teatro Povero e “pittore nel tempo libero”) se aveva un idea da regalarci, sentiamo il grafico Carpini Daniele se ci realizza qualcosa. Ma alla fine, quando la vena artistica non porta al compimento di un opera, viene proposta e scelta la foto del nostro Andi Negollari, in un momento di esultanza in una sua rete siglata contro la Montanina nel lontano 2009. Quella foto oggi, come ieri, ci rappresenta appieno. Esplode gioia, mostra felicità. Le braccia sono aperte come ad accogliere gli amici e le diversità, qualsiasi esse siano. E al tempo, rispetto, orgoglio, tenacia, forza, umiltà e generosità, tutte qualità proprie del giocatore esattamente come lo spirito che contraddistingue la nostra associazione.
E poi il programma della festa, con l’apertura sul terreno di gioco lasciata alle poche parole di don Icilio Rossi, Vicario generale della diocesi di Pienza-Chiusi e Montepulciano, che ha ricordato, essendone stato amico, lo spirito di don Vasco Neri, e soprattutto sottolineato la bellezza di quello che grazie a lui, ieri, oggi e domani, è stato e sarà ancora costruito (legami, affetti, sentimenti solidi e duraturi nelle persone).
Subito dopo la sfida calcistica. Come da programma si presentano al campo una cinquantina di atleti (dai 17 ai 60 anni), che consentono di formare addirittura 4 squadre, che si sono affrontate sotto la direzione arbitrale dell’amico Samuele Fanelli di Chianciano Terme, fischietto della sezione Uisp di Siena.
Nella prima partita di 2 tempi di 15 minuti ciascuno, sono stati schierati i giocatori meno allenati e più longevi. La battaglia sportiva finisce 2-2. Al doppio vantaggio dei bianchi dell’Est con Paolo Bigozzi (uno su penalti), rispondono gli arancioni dell’Ovest con Sandro Cosimi e Marco Cesaroni. La sfida termina ai rigori (3 per parte) ed esce vincente l’Est (2-1).
La seconda gara (2 tempi da 20 minuti) vede invece scendere in campo due squadre con maggiore corsa, composte da giocatori tutt’ora in attività. La partita è intensa e viene decisa proprio in apertura dalla rete di Gerald Vata per gli arancioni dell’Ovest.
Fa da cornice all’evento calcistico un buon pubblico, mentre ai bordi del campo si confondono con i giocatori, altri atleti storici. Tele Idea effettua le riprese.
Tra chiacchiere, risate e tanti ricordi di gente che si rivede dopo tanti anni, dopo aver vissuto insieme pochi minuti o annate interminabili, la festa si sposta in paese.
Porta S.Agata mostra il bandierone bianconero, i palloncini indicano la strada da seguire per arrivare nella magnifica Piazza Nuova, formalmente la sede dell’evento.
La pioggia che ha flagellato maggio e giugno sembra aver dichiarato tregua proprio per farci festeggiare in santa pace. Ma i 5 minuti di temporale a fine gara ci guastano le premiazioni e l’aperitivo all’ aperto. Tutto si sposta all’interno del “Teatrino della Compagnia” (concessoci dal Teatro Povero) addobbato in bianconero, con esposte numerose maglie e tutte le coppe vinte posizionate al centro del palcoscenico, in bella mostra, a rendere omaggio alla presentazione.
In rigoroso ordine alfabetico ogni partecipante è stato chiamato sul palco, e tra foto, riprese e racconti di aneddoti vari, ciascuno ha potuto ricevere il regalo/ricordo della festa (scelta per ogni invitato la foto di squadra più antica nella quale lo stesso era ritratto, con dedica). E sullo sfondo vengono invece proiettate le foto di mezzo secolo di storia, da quelle antiche in bianco e nero, a quelle colorate di oggi. Foto bellissime, vive di ricordi, di stati d’animo, di sensazioni uniche che hanno fatto venire la pelle d’oca. Accanto ad ogni invitato è potuta sfilare una foto che lo ritraeva.
Premiati anche tutti i Presidenti ed alcuni amici (Venio Agnoletti, Ademaro Mari e Piero Velardo), persone che hanno donato tanto all’Associazione sportiva.
E infine tutti a cena. Nei meravigliosi locali della Taverna di Bronzone, addobbata in bianco e nero e con tutte le maglie societarie, vecchie e nuove, esposte.
Cena meravigliosa, grazie alla bravura del cuoco scelto per l’occasione, Franco Del Giusto, al lavoro dei “nostri” camerieri e delle donne di cucina.
Per ultimo la musica del dopo cena ad allietare le ultime chiacchiere, gli ultimi saluti.

Ringraziamenti

Sentiti e doverosi. E Con tanta riconoscenza.
A Luchino Grappi, Arturo Vignai, Angelo Cesaroni, per le fotografie ed il materiale storico che ci hanno concesso.
Al Teatro Povero di Monticchiello per la concessione dei locali della Taverna di Bronzone e del Teatrino della Compagnia; al Presidente della compagnia Luchino, ad Arturo, Valentina, Fabio e Gabriele per la disponibilità dimostrata.
A Massimiliano Pinsuti, che ha reso possibile la disputa della partita di calcio tagliando alla perfezione l’erba entro il campo sportivo.
A Nevio Pinsuti Roberta Mazzetti, Marcella Guerri, Susanna Agnoletti, Maura Mucciarelli, per il supporto indispensabile offerto in cucina.
A Franco Del Giusto per aver gestito la cena.
Al Partito Democratico di Chianciano Terme per la concessione di un gazebo necessario al campo sportivo.
A Paolo Bigozzi che ci ha regalato la stoffa per la bandiera.
A Giulia, Margherita, Chiara e Ilaria che hanno dato una mano (determinante) a tanti nostri ragazzi per comporre ed incartare tutti i regali, nelle due serate che abbiamo passato, facendo davvero tardi, ad addobbare e sistemare i locali.

E possiamo dire con orgoglio che lo scopo che la Festa voleva raggiungere è stato perfettamente centrato.
Un centinaio di persone (su quasi duecento invitati), anche di generazioni diverse, che sono state insieme ed hanno condiviso il loro senso di appartenenza al Monticchiello Calcio, senza nessuna distinzione. Tanti dei ragazzi che oggi giocano a calcio nella nostra squadra hanno dato il loro contributo per l’ottima riuscita dell’evento con passione, amore ed attaccamento. E va sottolineato che di quei ragazzi si contano sulle dita di una mano quelli che oggi fanno parte dell’associazione e che sono nati e cresciuti nel piccolo borgo.
Questo è stato il successo più grande. La partecipazione viva.
Grazie di cuore ragazzi.

Il Presidente

Boscagli Gian Luca

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