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IL TEATRO POVERO DI MONTICCHIELLO

Il Teatro Povero di Monticchiello è, tra le identità collettive del minuscolo borgo, la più nota, quella che maggiormente coinvolge la popolazione, peculiarità unica oltre i confini nazionali. Di frequente sostiene, con mezzi e strutture, le attività delle altre associazioni, compresa quella della Parrocchia dei Santi Leonardo e Cristoforo. Dal 1974 al 1980 l’A.S. Monticchiellese è stato un settore, seppur in piena autonomia, dell’allora Pro-Monticchiello, associazione trasformatasi proprio in quell’ultimo anno nella Compagnia Popolare del Teatro Povero di Monticchiello. La stessa Società Filarmonica A.Giardini utilizza regolarmente le strutture della Compagnia Popolare quale sede e sala prove. Il “granaio” del Teatro Povero, edificio ristrutturato e che in parte ospita il Museo del Teatro Popolare Tradizionale Toscano (TEPOTRATOS), costituisce una sorta di “porto di terra” dove si svolgono assemblee, feste ed incontri, a disposizione di chi alimenti la vita sociale di quel Monticchiello in bisognoso dialogo con se stesso e con il mondo.

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Lo stretto rapporto che lega le identità collettive di Monticchiello, come naturale in una piccola comunità dove le persone si conoscono tutte, trova rilevante significato nella nascita di alcune di esse. Le stesse rappresentazioni estive di piazza del Teatro Povero prendono spunto, quasi per caso, dalla necessità di reperire fondi dell’allora neo-nata Associazione Sportiva che, nell’inverno del 1966, allestisce una commedia, probabile anello di congiunzione tra uno sporadico amore per il teatro, già manifestato in lontane occasioni passate, come nel 1934, e gli spettacoli di piazza, a cadenza annuale, dal 1967. La Parrocchia, vero comune denominatore di tutte le identità collettive paesane, è una colonna portante nell’organizzare e mettere a disposizione mezzi e strutture soprattutto all’alba delle prime recite, con Don Vasco Neri autore tra l’altro della seconda commedia della storia teatrale: “Il mercante pazzo”.

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Ad oggi Monticchiello è spesso conosciuto per le gesta del suo Teatro, ormai capace di vantare, con molto sforzo personale di chi vi partecipa, enorme considerazione non solo nello specifico ambiente culturale. Col trascorrere degli anni, anche a causa della disattenzione delle istituzioni locali per molte tematiche della piccola frazione, la Compagnia Popolare del Teatro Povero di Monticchiello ha assunto il ruolo di motore che, di frequente, indirizza scelte concrete per valorizzare e conservare il paese, unitamente al recupero, in modo pratico, della memoria storica e della tradizione popolare, oltre a promuovere occasioni di incontro e di stimolo sociale. Lo stesso Mario Guidotti, giornalista e scrittore, fulcro del Teatro fino al 1980, nella prefazione dell’edizione del libro di Don Vasco Neri, “Storia di una comunità”, scrive: 

“Il Teatro Povero di Monticchiello, che non recita soltanto, in estate e in inverno, ma si preoccupa della vita del piccolo paese in tutti i suoi aspetti e nelle sue sostanze,…” 

E’ quindi lecito parlare di un Teatro che ha, o ha avuto nel corso del proprio evolversi, la capacità di incidere marcatamente sulle sorti del paese e che non si è limitato a sottolineare e dibattere, attraverso il proprio punto di vista, le tematiche della realtà monticchiellese, ed è proprio con l’intento di dare benessere al borgo che nacque nel lontano 67’. 

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L’apertura alla stesura dei testi è totale: gli “autodrammi” sono scritti diretti e realizzati da quella parte di abitanti di Monticchiello, e non, che partecipa mettendo in campo la propria visone della realtà, in continua dialettica con se stessa e con il pubblico che accorre numeroso. Il compito di raccogliere questa visione è affidato, in concreto ed in masima misura, ad Andrea Cresti, regista, coadiuvato da Marco del Ciondolo, sindaco di Pienza fino al 2009, Vittorio Innocenti e la moglie Maria Rosa Ceselin (scomparsa nel 2009).

Dal 1967 ad oggi le argomentazioni sono variate, come il modo di esprimerle a seconda degli interpreti che si sono succeduti in più generazioni. Come una creatura in carne ed ossa, frutto delle scelte, a volte giuste, altre più opinabili, delle persone che vi si dedicano, il Teatro Povero ha comunque attraversato le fasi della propria straordinaria vita mai negando quella presenza mostrata con schiettezza sopra un palcoscenico.

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Doveroso annotare tuttavia la posizione di una parte di abitanti che, nel tempo, si è allontanata, se non dissociata, da questa identità non ritenuta più espressione rappresentativa dell’attualità e delle esigenze di Monticchiello, poiché scarsamente autocritica, troppo incatenata ad un passato nostalgicamente idealizzato e raccontato da una sola angolazione. Da interpretare la metafora che meglio riflette, come uno specchio, la particolare esistenza della Compagnia popolare del T.P.M., e che si concreta nell’allestimento della scenografia, fino a pochi anni fa nella ormai leggendaria “piazza del Teatro”, ossia piazza San Martino. Ad oggi, piazza della Commenda, migliore per l’acustica e per la visuale ma dalla cornice di abitato infinitamente meno affascinante, ospita gli spettacoli teatrali. Se in principio le rappresentazioni correvano sul solo contesto scenografico, peraltro naturale, delle casine in pietra che cingono la scena, con gli attori-abitanti sospesi sopra il suolo asfaltato ed i suoi loggiati, simbolo integrale della “piazza”, nel corso dell’ultimo decennio gli autodrammi si celebrano su un palcoscenico in legno sopraelevato e definito, il quale, anno dopo anno, cresce, sovrapponendosi, se non divorando, gli spazi, e la visuale, della “piazza” stessa, e rendendo le rappresentazioni esportabili in un qualsiasi altro ambiente.  

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Appare quindi sempre più chiara, fisiologica ed in linea con l’evoluzione di questa identità, la distinzione tra piazza e teatro, tra comunità paesana e comunità teatrale. Ormai entrati nel terzo millennio, dopo quasi cinque decenni di vita, il Teatro Povero è ancora un’esperienza vitale e assolutamente magica per Monticchiello, soprattutto sul versante dello stare insieme.

Per alcune annualità la Compagnia del Teatro Povero di Monticchiello ha sostenuto anche economicamente, mediante contributo, l’attività della società sportiva.

Foto di proprietà della Compagnia Popolare Teatro Povero di Monticchiello 

Per maggiori e più dettagliate informazioni: www.teatropovero.it
A cura di Gian Paolo Boscagli
*Testo aggiornato al 1 Giugno 2015