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 LA PARROCCHIA DEI SANTI LEONARDO E CRISTOFORO

La pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo, con la sua mole, domina materna l’antico castello di Monticchiello: i nostri antenati la vollero bella, luminosa e molto grande.

E’ uno degli edifici romanico-gotici più interessanti del senese meridionale: la sua alta facciata, in filari regolari di pietra, è ornata dal portale e dal rosone, di chiaro gusto gotico. L’interno, rinnovato in forme neoclassiche intorno alla metà del 1700, conserva una parte considerevole del ciclo di affreschi che la decorava, probabilmente su tutte le superfici dei muri interni: Madonne con Bambino e Santi, storie di Santi, immagini dei titolari della chiesa tra le quali un San Cristoforo alto più di quattro metri. Il nucleo fondamentale degli affreschi è attribuito a Niccolò di Segna, pittore senese della metà del XIV secolo. Statue, mobili e tele dei secoli XIV-XVI completano il patrimonio artistico della chiesa. La pieve conservava anche il capolavoro di Pietro Lorenzetti, una Madonna con Bambino, attualmente esposto al museo diocesano di Pienza.

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Pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo
 

Doveroso accennare che la Chiesa madre di tutto il territorio di Monticchiello, comprensivo di ben otto chiese, è la Pieve della Madonna dello Spino, ubicata ad un paio di chilometri dal paese dove l’antica via Chiusi-Siena s’incrocia con la via Barlettaia che congiungeva il monte Amiata  a Montepulciano. 

Una delle attività fondamentali della parrocchia è conservare l’antica e bellissima chiesa centrale, impegno non indifferente per la piccola comunità. Tra l’altro, coppie straniere e non, cioè non residenti, vi celebrano il proprio matrimonio considerata anche la bellezza del luogo.

 

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Interno della Pieve
 

La parrocchia interviene anche riproponendo tradizioni religiose che hanno caratterizzato la storia della comunità, in particolare il culto del Beato Benincasa, eremita dei Servi di Maria morto in odore di santità in una grotta nei pressi del castello, che univa alla solitudine ed alla contemplazione il lavoro manuale e l’ascolto per le numerose persone che si recavano da lui. Il 5 gennaio 2006, dalla Pieve dei Ss. Leonardo e Cristoforo, è stato trafugato l'unico dipinto raffigurante l'immagine del Beato Giovanni Benincasa: la tela, realizzata nel lontano 1832 grazie alle offerte dei parrocchiani dell’epoca, come si legge dall’iscrizione sul retro, era stata riparata un paio di anni prima nel più ampio progetto di restauro della Chiesa centrale iniziato dopo l'insediamento, nel 1999, del nuovo parroco don Carlo Prezzolini di Abbadia San Salvatore. Un anno dopo, il quadro del Beato é stato ritrovato, lievemente danneggiato, in possesso di un residente di un comune della Val di Chiana nel mirino degli inquirenti per altri aspetti poco legali. Grande gioia per il ritrovamento inatteso, quando ormai sembrava persa ogni speranza, e solenne festa per tutta la comunità al rientro dell’opera tra le mura della chiesa. Altre importanti celebrazioni riguardano i due co-patroni: San Cristoforo il 25 luglio e San Leonardo il 6 novembre.

Sotto la guida di don Carlo Prezzolini, dal 99’ a gennaio 2008, la parrocchia ha conosciuto un periodo di fervente attività a 360° gradi, che di seguito proviamo ad accennare. Di quel periodo, rimane una preziosa eredità, nonostante molte iniziative siano venute meno con la sua partenza.

In quel lasso di tempo fondante impegno della minuscola comunità cristiana è stato l’ascolto della Parola di Dio, con incontri nei periodi “forti” dell’anno liturgico: avvento e quaresima.
La promozione di numerose conferenze sui temi sociali e culturali più importanti per la zona e per il paese, in particolare con il ciclo degli “
Incontri di autunno” (dal 2001, interrotti con la partenza di Don Carlo), costituisce ulteriore testimonianza dell’intensa vitalità parrocchiale di quel tempo. Inoltre, nel marzo 2006, è stato organizzato il primo ciclo degli “Incontri di primavera”, con argomenti meno impegnativi (omeopatia, fiori di Bach, ecc…) ma altrettanto stimolanti rispetto agli incontri d’autunno.

 

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Madonna con bambino - Pietro Lorenzetti
 

Sempre sulla scia delle iniziative nate con don Carlo, grande attenzione è riservata ogni anno alla solidarietà verso i paesi del terzo mondo: ogni estate nella canonica viene organizzata la “piccola fiera della solidarietà” (ultimi di luglio e fino a metà agosto, in concomitanza con gli spettacoli teatrali estivi del Teatro Povero di Monticchiello), con prodotti artigianali locali e piccoli oggetti del passato. Durante la permanenza di don Carlo, altre vendite venivano effettuate anche nei periodi di Natale e di Pasqua. Il ricavato delle iniziative parrocchiali, in un recente passato, é stato utilizzato per la costruzione di casette, pozzi e di una piccola scuola in India; altre iniziative sono state finanziate in Nicaragua ed in Etiopia sempre attraverso l’Associazione Progetto Continenti di Chianciano Terme. Tempo addietro furono attivate in India una ventina di adozioni a distanza. Nel 2014 invece i proventi sono stati donati all’Unicef, sezione di Siena.

Altra eredità di don Carlo è la pubblicazione del quadrimestrale, "Comunità", periodico di riflessioni ed informazioni sulla comunità paesana da lui fondato, fotografando la vita del borgo attraverso punti di vista diversi, laici e religiosi, riassunti in una piccola redazione. I numeri di Comunità si trovano anche nella Biblioteca Comunale degli Intronati a Siena.

Sempre negli anni della permanenza di Don Carlo sono state messe in piedi iniziative varie nel più ampio spirito di condivisione e creatività come il corso di pittura e disegno, oltre alle lezioni di canto. L’attività del canto continua ad oggi con le poche signore che vi partecipano, guidate da Chiara Serena Lisetti, tanto che un piccolo coro accompagna la funzione religiosa domenicale. Le opere, lo stimolo, le riflessioni, le numerose iniziative nel campo della solidarietà e della crescita culturale, civica e sociale, la riscoperta di molte tradizioni paesane e religiose, i restauri della Chiesa e della Canonica, una parrocchia florida sotto più punti di vista anche se estremamente minuscola, sono l’esempio tangibile del passaggio del prete amiatino, forse la novità più sostanziosa dei primi anni 2000, e di come quel movimento sia stato condiviso e sostenuto e proseguito, almeno in parte, dai parrocchiani ciascuno dei quali ricopre un ruolo.  

Nel periodo invernale la vita parrocchiale coinvolge attivamente una decina di fedeli, con prevalenza delle signore residenti nel borgo antico, mentre nell’estate la presenza dei villeggianti arricchisce la stupenda Chiesa e le attività ad essa connesse. 

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San Cristoforo
 

Dopo la partenza di Prezzolini, la parrocchia ha accolto sacerdoti stranieri che, in quanto non italiani, non possono essere titolari ma solo “vice”. Don Riccardo Bayoli, sacerdote del Congo, studente all’Università degli Studi di Siena e già vice parroco di  Contignano, ha officiato a Monticchiello dal febbraio a luglio 2008. Dal successivo mese è arrivato don Elia (Nader Addad), giovane libanese che è rimasto a Monticchiello per un anno prima di rientrare a Roma. Infatti a settembre 2009 don Riccardo è ritornato a dire Messa a Monticchiello, pur rimanendo residente e sacerdote di Contignano. Nel 2012, a novembre, il prete congolese ha fatto ritorno nella sua Africa ed in sostituzione nel 2013 è arrivato – per le parrocchie di Contignano e di Monticchiello - ancora un sacerdote straniero: don Marino Sanivarapu, dall’India.

La Santa Messa é celebrata di norma ogni domenica mattina alle ore 10:30.

 

Vice-parroco attuale: don Marino Sanivarapu

 Parrocchia di Monticchiello

Canonica, via di Mezzo n.19
53020 Monticchiello (SI)

 

A cura di Gian Paolo Boscagli

 

*Testo aggiornato al 1 Giugno 2015